Il “mercato” dei parcheggi a pagamento è sempre più in crescita anche per la propensione delle Amministrazioni Comunali di ampliare le aree di “parcheggio blu” sia per incentivare l’uso dei mezzi pubblici che per aumentare gli introiti che ne derivano.
Secondo i dati Istat si rileva che gli stalli a pagamento stanno ormai raggiungendo il numero di 60 per ogni 1.000 auto in circolazione, almeno nei capoluoghi di provincia con un incremento di quasi il 20% in appena cinque anni.
Analogamente la gestione di questi spazi è una questione sempre più delicata e le nuove tecnologie, segnatamente il pagamento mediante gli smartphone stanno prendendo sempre più piede anche considerando il fatto che con questa opzione si riducono gli investimenti strutturali.
Va subito chiarito che l’aumento del numero di stalli non sempre ha determinato un aumento dei fatturati tenuto conto che spesso le tariffe sono ferme anche da molto tempo e l’incremento dell’imposta sul valore aggiunto dal 20 al 22% ha assorbito una buona fetta degli introiti.
Difficile stimare esattamente quanto valga, in termini di fatturato, il “mercato dei parcheggi a pagamento” in Italia. Le stime fatte rilevano un fatturato annuale superiore agli 800 milioni di euro.
Valori comunque importanti che richiedono una particolare riflessione sopratutto se si valuta un incremento dell’utilizzo del pagamento attraverso applicazioni mobile.
Da questo punto di vista la regolamentazione e praticamente assente e la realtà alla quale si assiste è di una totale disomogeneità e incomunicabilità fra le città che hanno adottato gestioni, applicazioni e soluzioni diverse.
Anche gli operatori poco si sono interessati fin qui di cercare una più adeguata regolamentazione nazionale dimostrando, a nostro modo di vedere, miopia laddove diversamente si potrebbero porre serie basi per una crescita più adeguata e proficua per tutti.

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